La stilista Cinzia Diddi si racconta: tra arte, scrittura e psicologia

La stilista Cinzia Diddi si racconta: tra arte, scrittura e psicologia
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di Cinzia Diddi

Qualcuno mi chiama la Stilista delle star perché i miei abiti vengono scelti dalle celebrity per sfilare sui più importanti red carpet eperché molti registi mi chiedono di vestire i protagonisti dei film, ma anche perché mi occupo dell’immagine di molti personaggi in tivù e cinema. Ma io mi sento anche un po’ psicologa: ogni abito parte sempre e solo dal dialogo profondo con la persona che lo commissiona.

Ricordo ancora la faccia che feci quando mio padre mi fece trovare in azienda una psicologa. Mi chiesi a cosa potesse servirmi, ma poi ho compreso. Così ho studiato anche marketing e psicologia della vendita. Il mio modo di vivere la moda, come qualcosa di più profondo, mi ha portato a prediligere il dialogo: quando devo vestire qualcuno prima devo svestirlo e per metterlo a nudo devo parlarci molto affinché possa capire bene la sua personalità. Credo che la passione per questo lavoro sia un presupposto necessario, ma non basta da solo, ci vuole lo studio, bisogna rinnovarsi di continuo e poi serve tanta esperienza.

Una stilista scrittrice
Amo il mio lavoro costruito con tenacia e forza, mi sono fortificata col tempo, ho dovuto edificare una Cinzia che non molla, che insiste perché è una guerriera, come tutte le donne del resto, solo che molte non sanno di esserlo. Ho inseguito con determinazione il mio sogno che a volte si avvicinava e a voltepercepivo anni luce lontano, ma non mi sono mai arresa.
Amo scrivere: è un modo per aspirare all’eternità. Ogni libro che scrivo serve a lasciare una traccia di me. Scrivo anche per creare, per ricordare, per fantasticare, per celebrare, per entrare in contatto, attraverso le mie, con le profondità altrui. Devo ancora capire se questa smania di mettere nero su bianco quello che mi passa per la mente sia una condanna o il più prezioso privilegio di cui possa godere.

Scrivere mi fa stare bene
Ogni giorno della nostra vita viviamo attimi e questi sipossono perdere nella polvere, oppure si possono fermare, su una pagina che forse ingiallirà, ma rimarrà nel tempo, ricordando il sapore di quello che siamo. Io li voglio incorniciare! Per me è
importante scrivere per fissare sulla carta i momenti difficili, la forza che metto per superarli, la nostalgia, la malinconia
del dolore. Tutto questo lo trasformo in arte, divenendo anche terapeutico per me. Raccontare attraverso la poesia è un virtuosismo che può comunicare tanta forza e bellezza.Per me creare non è soltanto un mero tecnicismo, ma anche e soprattutto un modo per tirar fuori utilizzando il cuore. Quando sono felice scrivo. Quando sono apatica, scrivo. Quando sono triste, scrivo. Quando creo abiti, scrivo. Mi serve soprattutto nei momenti “oscuri” a mantenere il cuore invulnerabile. Ho sempre pensato che se rimaniamo invincibili nel cuore, possiamo procedere passo dopo passo, verso sicure prossime vittorie, superando anche i propri limiti.

Le mie collezioni sono precedute dallo “scrivere"
Oltre ad essere una potentissima terapia, scrivere nel mio preciso caso costituiscela fase iniziale del mio vero lavoro: creare abiti. A volte, scrivo di getto, poesie che non sembrano tali, poiché narrative, aforismi che non sono aforismi, un mucchio di parole in cui ha peso anche il non detto, cioè quello che si intuisce, il messaggio tra le righe. Sono componimenti dell’anima, che raccontano le emozioni delle stagioni della vita che velocemente si susseguono, le suggestioni, raccontano la precarietà e la magia della quotidianità. Tutto questo poi darà luogo ad una Collezione di abiti e ad un percorso introspettivo.
Lasciatevi raccontare: mi sento fortunata perché faccio un lavoro che amo, ho la profonda convinzione che mi permetta di usare veramente tutta la mia creatività. Mi occupo di stile, di colori, di accessori .... del bello, di ciò che rende unico l’immagine
di una persona, del portamento, un insieme di fattori che non possono non essere considerati quando si tratta di dover preparare abiti preziosi che valorizzano l’individuo nella sua totalità. Quindi ogni abito parte da una consulenza di immagine che tiene conto del contesto, del momento della giornata in cui verrà indossato, dei colori dell’anima , dei tratti somatici, delle movenze, di chi lo commissiona. Da qui nasce l’idea, il disegno, la scelta del tessuto, del colore, i dettagli.

Ogni abito è unico, un’Opera.
Si sfati il mito per cui lo stilista, colto da un’illuminazione parziale, meccanicamente disegna e realizza. La parola chiave è alta competenza, ma l’iter rimane un percorso fatto di tentativi allo scopo di trovare gli accostamenti più delicati e di stile. L’Alta Moda è il mio mondo, e io l’ ho fatto diventare un “luogo” che non scivola solo in superficie, ma parla di profondità.
Il concetto di vestire l’anima si basa proprio su questo.

La Moda come arte
Come è noto, mi capita spesso di essere contattata da costumiste per film o per personaggi pubblici che devono essere vestiti, per trasmissioni televisive. E qui ancora più che nelle Collezioni stagionali è possibile rendere un abito una vera opera. Generare un abito non è semplice e non sto parlando della filiera dei processi perrenderlo concreto. Io concepisco la moda come arte. L’arte può essere un buon modo per tirare fuori la nostra vera essenza, per evadere, per vivere in un mondo sublime. Un vero e proprio limbo. L’arte deve emozionare e riuscire a trasferire ciò che l’artista prova quando crea, quando dà forma all’oggetto, che sia un quadro, una scultura o un abito. L’arte , come diceva Aristotele, non è soltanto fonte di piacere, ma soprattutto strumento di conoscenza chepermette la catarsi, la purificazione.

Liceo classico: educazione, studio e cultura
La mia formazione è classica pertanto nell’analizzare e nello scrivere attingo alla filosofia, per me è naturale. È
dallo studio dei grandi filosofi del passato che ho trovato tante risposte. Quando mi chiudo in me, in modo costruttivo, perché ho bisogno di creare e di filosofeggiare, poiché magari in quel preciso istante mi sento ispirata, tutto quello che faccio è prendere una penna in mano e far fluire le mie sensazioni, il mio mondo interiore, attraverso essa. Una vera magia, un
flusso di energia che attraversa la penna fino ad arrivare al foglio. Posso dar vita ad una poesia, una riflessione, una semplice frase che poi indiscutibilmente trasformerò in un disegno e poi in una collezione di abiti preziosi. Sempre! Funziona così da sempre! Dietro una mia Collezione di abiti, c’è sempre una serie di frasi che la supportano. Sono poesie nella maggior parte dei casi! E dopo aver dato vita a ciò che fino a qualche tempo prima era solo astratto, mi sento libera, completa, Diversa!!! E
mi sembra di aver dato un senso tutto nuovo alla Moda.

Centro, perché ho accettato
Ci vuole coraggio per avere coraggio! Così recita il leader e fondatore del Movimento Centro, Fabrizio Manfredini. Ci vuole coraggio per fare centro nella vita! E “ Coraggio“ non significa solo agire con audacia, ma include il significato di sviluppare la saggezza di percepire la realtà per quella che è realmente, raccontarla attraverso l’arte nel mio caso e trionfare su se stessi e sulle avversità della vita. Così diveniamo eroiche persone comuni che superano gli ostacoli. In poche paroleho spiegato il motivo per cui ho accettato immediatamente di entrare a far parte di questo movimento culturale, e ne ho sposato gli ideali

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