Storie di emancipazione femminile a teatro: l'attrice toscana Martina Benedetti interpreta Virginia Woolf

Storie di emancipazione femminile a teatro: l'attrice toscana Martina Benedetti interpreta Virginia Woolf
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E' appena passato l'8 marzo, la festa della donna. Per essere più precisi l'8 marzo è la Giornata internazionale della donna. E' una giornata di riflessione sui temi dell'emancipazione femminile e dell'uguaglianza di genere in tutti i settori della nostra società. Tra le tante iniziative nella giornata dedicata alle donne, una molto interessante è stata organizzata a Viareggio. Si tratta di una iniziativa dell'Assessorato alla cultura del Comune di Viareggio che ha proposto uno spettacolo teatrale nella Galleria D'Arte Moderna e Contemporanea (GAMC), che si trova nello storico Palazzo delle Muse.

Si tratta dello spettacolo, dal titolo “Una stanza tutta per sé”, tratto dall’omonimo testo di Virginia Woolf, interpretato magistralmente da una brava e coinvolgente Martina Benedetti. L'ideazione e la messa in scena sono dell'attore e regista Andrea Buscemi, con le musiche originali di Niccolò Buscemi, per una produzione della Compagnia Tiberio Fiorilli di Bari, in collaborazione col Comune di Viareggio - Assessorato alla Cultura.

Martina Benedetti ha portato in scena un testo modernissimo scritto quasi un secolo fa, che rivendica il bisogno di indipendenza delle donne. “Una stanza tutta per sé” è un saggio della scrittrice britannica Virginia Woolf che fa riferimento a due conferenze tenute dalla scrittrice negli istituti femminili dell'Università di Cambrige nell’ottobre 1928. In quell’occasione Virginia Woolf venne invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". Questo le permise di elaborare e sistematizzare le sue riflessioni sull'universo femminile e la creatività letteraria. Tutto il lavoro darà poi vita ad un saggio dal titolo “Una stanza tutta per sé” pubblicato un anno dopo, nel settembre del 1929. Si tratta di un vero e proprio manifesto sulla condizione femminile, che ripercorre il rapporto tra la donna e la scrittura. Come p una donna dedicarsi alla letteratura se non possiede "denaro e una stanza tutta per sé"? Questa è la domanda che si fa la scrittrice. Da qui parte un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che si trasforma in una lucida riflessione sulla condizione femminile.

Il testo, in versione riadattata per il teatro, è stato portato sulla scena dall'attrice viareggina Martina Benedetti che ha interpretato la scrittrice britannica. Lo spettacolo si è svolto in una delle sale del museo. La scenografia ha presentato l'interno di una stanza con i suoi oggetti essenziali, una sedia, una lampada, un tappeto, un tavolino. Il tutto per creare un ambiente molto suggestivo e preparare lo spettatore all'arrivo della protagonista che propone il suo punto di vista sulla condizione femminile rivolgendosi direttamente al pubblico. Si tratta di un atto unico, un monologo che Martina Benedetti, nel ruolo di Virginia Woolf, ha recitato con grande intensità, muovendosi su diversi registri con abilità attoriale. Lo spettacolo è stato coinvolgente, seguito con grande attenzione dal pubblico. La recitazione è risultata molto naturale e credibile. Molto ben inserite le musiche originali di Niccolò Buscemi.

La mia musica ha accompagnato la bravissima Martina Benedetti nel suo monologo”. Dichiara Niccolò Buscemi, che aggiunge: “Si tratta di un testo profondo ed attuale che mette in luce una società, quella dell'epoca, fortemente maschilista e contro cui una mente geniale come quella della scrittrice inglese si trovava a combattere. Sappiamo bene che quello della Woolf non è stato un caso isolato ed è proprio per questo motivo che la musica che ha accompagnato lo spettacolo è un riadattamento di una meravigliosa melodia di Fanny Mendelssohn, compositrice straordinaria, adombrata, suo malgrado, dalla figura del fratello Felix. Una melodia sensuale e malinconia che sembra davvero evocare tutta la forza delle parole della stessa scrittrice”. Lo spettacolo è stato replicato due volte, una alle 17.30 e una alle 21.00. Entrambe le repliche hanno visto la presenza di un folto pubblico che ha riempito la sala del museo. Al termine lunghi e fragorosi applausi da parte del pubblico che ha molto apprezzato uno spettacolo coinvolgente e che fa riflettere.

Dopo lo spettacolo ho incontrato Martina Benedetti per qualche domanda per 007Toscana.

Come è nata l'idea di portare in scena il testo di Virginia Woolf?

L'idea di adattare per la scena "Una stanza tutta per sé" è stata di Andrea Buscemi, che da molti anni attraverso il Teatro indaga e racconta con grande sensibilità l'universo femminile. In me - racconta l’attrice - ha certamente trovato una solida alleata perché già conoscevo e amavo il saggio tanto da averlo scelto, da ragazza, come punto di riferimento per la mia tesi di maturità al liceo artistico di Lucca. Ci siamo adoperati per farne una drammaturgia che fosse efficace e facilmente fruibile dagli spettatori, ma che ne lasciasse inalterati contenuti e concetti chiave. Tutto il lavoro è stato animato dall'urgenza di divulgare ancora la Parola della Woolf, poiché la sua narrazione - nonostante faccia riferimento alla condizione delle donne di cento anni fa - trasuda intelligenza, poesia e analizza questioni che che sono tutt'oggi di grande attualità”.

Come ha accolto il pubblico la proposta di questo testo?

I commenti degli spettatori sono stati animati da una grande commozione e mi sono emozionata nel vedere tanta partecipazione rispetto alla questione della sana emancipazione femminile . Ma soprattutto mi ha colpito vedere tra il pubblico e sentire gli apprezzamenti di bambine e ragazzine attente ad ogni parola e donne della comunità marocchina che, nonostante l'ostacolo della lingua, hanno capito pienamente il messaggio che la Woolf voleva fare arrivare. Credo che la viva partecipazione del pubblico sia dovuta anche al fatto che è stato emotivamente coinvolto grazie ad una messinscena che non prevede la "quarta parete", ovvero il filtro tra attore e spettatore. Difatti la sottoscritta alias Virginia nel narrare le numerose difficoltà che la donna incontra nella vita e nell'arte si rivolge direttamente alle donne e agli uomini presenti in sala, con una vera e propria implorazione finale affinché il mondo possa cambiare in meglio attraverso il contributo di ognuno”.

Nel suo percorso di attrice lei ha portato spesso in scena la testimonianza delle donne una scelta voluta?

Si, quella di raccontare le donne, di tutte le epoche e condizioni, la considero ormai una vera e propria missione che condivido con Andrea Buscemi, Livia Castellana e Niccolò Buscemi. Non solo perché sono donna, ma anche perché è giusto dare voce a tante persone che nei secoli hanno subito ingiustizie e sono state ostacolate solo a causa del loro sesso e di una superstiziosa misoginia. Le donne di cui narro e di cui desidero continuare a narrare sono vittime di guerra, di stupro, di illusioni perdute, di famiglie anafettive o di ambizioni sbagliate, ma tutte vogliono amare, vivere e lasciare un segno della propria esistenza : e questo è quello che cerco di donare loro attraverso il Teatro.

Ci parli dei suoi progetti futuri.

A breve con la compagnia Tiberio Fiorilli saremo a Bari e Firenze con due monologhi di Andrea Buscemi da Gogol e Dumas, in questo caso il mio ruolo sarà di assistente alla regia, perché il bello del teatro è lavorare sia in scena che dietro le quinte. Naturalmente continuo a portare in giro il mio repertorio di monologhi al femminile compreso l'ultimo "Una stanza tutta per sé" e uno spettacolo a due voci con Livia Castellana scritto da Alberto Severi dedicato alla strage di Sant'Anna di Stazzema, di cui nel 2024 ricorrono gli ottanta anni. Proprio per raccontare la donna in tutte le sue sfaccettature e, in parte, anche il mio personale percorso, sto lavorando al mio terzo libro dal titolo ‘L'attrice’”.

Domenico Lovisi

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