Editoriale/ Il compleanno di 'Antonio' e la Firenze da 10, come quella che vogliamo noi

Editoriale/ Il compleanno di 'Antonio' e la Firenze da 10, come quella che vogliamo noi
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di Fabrizio Manfredini

Avevo 11 anni quando Silvano Martina, portiere simbolo del Genoa, con un'uscita da kamikaze, si abbatté sul nostro capitano simbolo della Fiorentina, Giancarlo Antognoni. Il suo cuore si fermò per alcuni minuti, così come quello di tutti noi allo stadio e di tutta Firenze. È il 21 febbraio del 1984 quando la nostra bandiera si fratturò tibia e perone, e ancora tutti noi abbiamo nella mente quella frase di "Antonio", come lo chiamavano a Firenze, mentre accasciato a terra con la gamba penzolante urlava: «Non toccatemi la gamba». Nel giro di 3 anni, due drammi sportivi colpirono l'anima della nostra città, adolescenti senza smartphone e solo con radioline.

Ma proprio da quel ragazzo che giocava e correva guardando le stelle ho imparato cosa vuol dire rialzarsi e non mollare mai. Quanto era bella Firenze in quei meravigliosi anni '80. Perché Firenze Santa Maria Novella sogna povera ancora di vergogna, sempre lì, specchio della sua città. Firenze Santa Maria Novella, almeno mi fai sentire un po' sereno, il portafoglio non mi ruberà, era la strofa che ci piaceva e rispecchiava di più della nostra amata città.

È vero, sono un nostalgico romantico e non mi rispecchio più, 40 anni dopo, in questa città. Città trasformata là dove non vi era bisogno. Firenze da nord a sud si percorre in Ciao o Si in un quarto d'ora. Firenze erano le domeniche pomeriggio al piazzale se non giocava la Fiorentina. Era il sabato a fare le "vasche" da Piazza Duomo a Piazza Signoria a cercare lo sguardo di una ragazza e quando accadeva si diceva all'amico: «Oh Fabri, quella ti ha 'scuccato', secondo me, tici». Erano le partite a biliardo al Gambrinus o al "cine", sempre al Gambrinus o il vecchio Odeon a vedere ad Ovest di Paperino dei Giancattivi (Nuti, Benvenuti, Cenci) o Amici Miei... Città pulita, poco traffico, meno, assai meno delinquenza, meno attività commerciali (Grazie Bersani!), ma più qualità. Firenze, capitale della moda. Eh già, andavo in Sardegna con la felpa della Best Company ed ero avanti anni luce rispetto a romani o milanesi.

Cosa c'entra tutto questo con Antognoni e i suoi 70 anni? Chiediamolo a chi ha in parte ridotto questa città in queste condizioni, trascurando quel numero 10, come si è trascurata questa meraviglia delle meraviglie chiamata semplicemente Firenze. Ci vuole coraggio, il coraggio di avere coraggio di tornare anche indietro per guardare il futuro. E non è un caso che le elezioni saranno l'8 e il 9 giugno, perché il numero successivo è il 10, quello che vogliamo noi di Centro per Firenze.

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